Normative

MINISTERO DELLE POLITICHE AGRICOLE ALIMENTARI E FORESTALI
DECRETO 14 ottobre 2013

Disposizioni nazionali per l'attuazione del regolamento (UE) n.
1151/2012 del Parlamento europeo e del Consiglio del 21 novembre
2012, sui regimi di qualita' dei prodotti agricoli e alimentari in
materia di DOP, IGP e STG. (13A08515)

(GU n.251 del 25-10-2013)

Titolo I

DISPOSIZIONI INTRODUTTIVE

IL MINISTRO DELLE POLITICHE AGRICOLE
ALIMENTARI E FORESTALI

Visto il Regolamento (UE) n. 1151/2012 del Parlamento europeo e del
Consiglio del 21 novembre 2012 sui regimi di qualita' dei prodotti
agricoli e alimentari che abroga i regolamenti (CE) 5109/2006 e
510/2006;
Visto l'art. 29 del citato Regolamento (UE) n. 1151/2012 che
introduce come schemi di qualita' le indicazioni facoltative di
qualita';
Visti gli articoli 31 e 32 del citato Regolamento (UE) n. 1151/2012
che individuano il «prodotto di montagna» come indicazione
facoltativa di qualita' e il «prodotto dell'agricoltura delle isole»
quale possibile ulteriore indicazione facoltativa di qualita'
attualmente in fase di studio da parte della commissione;
Visto l'art. 14 della legge 21 dicembre 1999, n. 526, che modifica
l'art. 53 della legge 24 aprile 1998, n. 128, relativo a controlli e
vigilanza sulle denominazioni protette e sulle attestazioni di
specificita';
Visto il decreto legislativo 19 novembre 2004, n. 297, recante
disposizioni sanzionatorie in applicazione del regolamento (CEE) n.
2081/92, relativo alla protezione delle indicazioni geografiche e
delle denominazioni di origine dei prodotti agricoli e alimentari;
Visto il decreto ministeriale 21 maggio 2007 recante procedura a
livello nazionale per la registrazione delle DOP e IGP, ai sensi del
Regolamento (CE) n. 510/2006;
Vista la legge 29 dicembre 1990, n. 428 ed in particolare l'art. 4,
comma 3 che prevede che il Ministero della politiche agricole
alimentari e forestali nell'ambito delle sue competenze adotti
provvedimenti amministrativi direttamente conseguenti alle
disposizioni dei regolamenti e delle decisioni comunitarie al fine di
assicurarne l'applicazione nel territorio nazionale;
Ritenuto opportuno rimandare l'emanazione delle disposizioni
nazionali in materia di indicazioni facoltative di qualita' in attesa
delle determinazioni della Commissione europea sui temi «prodotto di
montagna» e «prodotto dell'agricoltura delle isole»;
Ritenuto necessario, per dare attuazione al citato Regolamento (UE)
n. 1151/2012, stabilire norme nazionali relativamente ai
riconoscimenti ed alla protezione dei regimi di qualita' dei prodotti
agricoli e alimentari;
Acquisita l'intesa con la conferenza permanente per i rapporti tra
lo Sato le regioni le Province autonome di Trento e di Bolzano nella
riunione del 26 settembre 2013;

Decreta:

Art. 1

Campo di applicazione

1. Il presente decreto si applica ai prodotti agricoli destinati al
consumo umano elencati nell'allegato I del trattato e agli altri
prodotti agricoli e alimentari elencati nell'allegato I del
Regolamento (UE) n. 1151/2012.

Art. 2

Definizioni e abbreviazioni

1. Ai fini del presente decreto si intende per:
a) regimi di qualita': le denominazioni di origine protette (DOP),
le indicazioni geografiche protette (IGP), le specialita'
tradizionali garantite (STG);
b) gruppo: qualsiasi associazione costituita principalmente da
produttori o trasformatori coinvolti nella produzione del medesimo
prodotto;
c) consorzi di tutela: i gruppi di cui all'art. 45 del Regolamento
(UE) n. 1151/2012 riconosciuti dal Ministero delle politiche agricole
alimentari e forestali ai sensi della normativa nazionale in materia
di riconoscimento dei consorzi di tutela dei prodotti DOP/IGP/STG;
d) etichettatura: menzioni, indicazioni, marchi di fabbrica o di
commercio, immagini o simboli che si riferiscono ad un prodotto
alimentare e figuranti su qualsiasi imballaggio, documento, cartello,
etichetta, anello o fascetta che accompagni tale prodotto alimentare
o che ad esso si riferisca;
e) specificita': in relazione a un prodotto le caratteristiche, le
modalita' di produzione specifiche che lo distinguono nettamente da
altri prodotti simili della stessa categoria;
f) termini generici: i nomi di prodotti originariamente ottenuti in
un determinato luogo che sono diventati il nome comune di un prodotto
dell'Unione europea;
g) fase di produzione: produzione, trasformazione o elaborazione;
h) disciplinare: il disciplinare di produzione;
i) Ministero: il Ministero delle politiche agricole, alimentari e
forestali;
j) Regione: le regioni e le Province autonome di Trento e Bolzano;

Titolo II

DENOMINAZIONI DI ORIGINE PROTETTE E INDICAZIONI GEOGRAFICHE PROTETTE

Art. 3

Disciplinare di produzione

1. Per beneficiare di una denominazione di origine protetta (DOP) o
di un'indicazione geografica protetta (IGP) ai sensi dell'art. 5 del
Regolamento (UE) n. 1151/2012, un prodotto deve essere conforme a un
disciplinare che comprende almeno gli elementi seguenti:
a) il nome da proteggere come DOP o IGP, quale utilizzato nel
commercio o nel linguaggio comune e solo nelle lingue attualmente o
storicamente utilizzate per descrivere il prodotto specifico nella
zona geografica delimitata;
b) la descrizione del prodotto comprese, se del caso, le materie
prime nonche' le principali caratteristiche fisiche, chimiche,
microbiologiche, organolettiche del prodotto;
c) la definizione della zona geografica delimitata;
d) gli elementi che dimostrano che il prodotto e' originario della
zona geografica delimitata;
e) la descrizione del metodo di ottenimento del prodotto e, se del
caso, dei metodi locali, leali e costanti nonche', se del caso, gli
elementi relativi al confezionamento del prodotto nella zona
geografica delimitata quando e' richiesto dal gruppo per
salvaguardare la qualita', garantire l'origine o assicurare il
controllo e purche' supportato da sufficienti motivazioni specifiche;
f) gli elementi che stabiliscono:
i) per le DOP, le cui fasi produttive si svolgono nella zona
geografica di riferimento, il legame fra la qualita' o le
caratteristiche del prodotto e l'ambiente geografico;
ii) per le IGP, la cui produzione si svolge per almeno una delle
sue fasi nella zona geografica delimitata, il legame fra una data
qualita', la reputazione o un'altra caratteristica del prodotto e
l'origine geografica;
g) il nome e l'indirizzo dell'autorita' o dell'organismo che
verifica il rispetto delle disposizioni del disciplinare di
produzione;
h) qualsiasi regola specifica per l'etichettatura del prodotto e
l'eventuale logo della DOP o IGP.

Art. 4

Soggetti legittimati

1. Soggetto legittimato a presentare domanda di riconoscimento per
una DOP o IGP ai sensi del Regolamento (UE) 1151/2012 e' il gruppo
formato da produttori e/o trasformatori ricadenti nel territorio
delimitato dal disciplinare di cui al precedente art. 3 e che
trattano il medesimo prodotto oggetto di richiesta di registrazione.
2. Il gruppo di cui al comma 1:
a) e' costituito ai sensi di legge;
b) ha tra gli scopi sociali la registrazione del prodotto per il
quale viene presentata la domanda, o ha assunto in assemblea la
delibera di presentare domanda per la registrazione del prodotto
oggetto della domanda;
c) ha nell'atto costitutivo o nello statuto, fermo restando lo
scopo sociale, la previsione che l'associazione non possa essere
sciolta prima del raggiungimento dello scopo per il quale e' stata
costituita.
3. Una singola persona fisica o giuridica presenta domanda di
registrazione per una denominazione qualora sono soddisfatte entrambe
le seguenti condizioni:
a) la singola persona fisica o giuridica e' il solo produttore e/o
trasformatore ricadente nel territorio delimitato dal disciplinare di
cui al precedente art. 3 che desideri presentare una domanda;
b) la zona geografica del prodotto oggetto di richiesta di
registrazione e delimitata nel disciplinare di cui al precedente art.
3 possiede caratteristiche che differiscono notevolmente da quelle
delle zone limitrofe ovvero le caratteristiche del prodotto oggetto
di domanda di registrazione sono differenti da quelle dei prodotti
delle zone limitrofe.
L'onere della prova e' a carico della singola persona fisica o
giuridica che presenta la domanda di registrazione.
4. La presentazione di una domanda di registrazione da parte di una
singola persona fisica o giuridica non puo' avere ad oggetto
esclusivamente l'aro geografica all'interno della quale ricade
l'azienda della singola persona fisica o giuridica.

Art. 5

Pluralita' di richieste per un'unica denominazione

1. Nel caso in cui siano presentate piu' istanze per lo stesso
prodotto/denominazione o per prodotti/denominazioni assimilabili,
laddove non sia possibile l'aggregazione dei diversi soggetti
proponenti, il Ministero convoca una riunione con la/e Regione/i nel
cui territorio ricade la produzione oggetto di richiesta di
registrazione e provvede ad individuare il soggetto di cui al
precedente art. 4 che rappresenti il numero delle imprese aderenti
prevalente rispetto alle altre Associazioni, al momento della
presentazione della domanda. In caso di parita' di numero di imprese
aderenti alle diverse Associazioni, prevarra' l'Associazione che
rappresenta anche la maggiore percentuale di produzione al momento
della presentazione della domanda.

Art. 6

Domanda di registrazione

l. La domanda di registrazione di una DOP o di una IGP e' avanzata
dai soggetti legittimati di cui al precedente art. 4 al Ministero
delle politiche agricole alimentari e forestali - Direzione generale
per la promozione della qualita' agroalimentare ed alla/e Regione/i
nel cui territorio ricade la produzione oggetto di registrazione.
2. La domanda di cui al comma 1 e' presentata a mezzo PEC o in
formato cartaceo in regola con le norme sul bollo di cui al Decreto
del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 642 recante
disciplina dell'imposta di bollo e successive modifiche e
integrazioni, firmata dal legale rappresentante. La domanda contiene
inoltre l'indirizzo di posta certificata del soggetto richiedente.
3. La domanda e' accompagnata dai seguenti allegati:
a) atto costitutivo e/o statuto dell'associazione;
b) delibera assembleare dalla quale risulti la volonta' dei
produttori di presentare domanda per la registrazione della DOP o IGP
qualora tale previsione non sia contenuta nell'atto costitutivo o
nello statuto;
c) disciplinare di produzione di cui all'art. 3;
d) nome, indirizzo e recapiti del soggetto legittimato e
dell'autorita' o dell'organismo che verifica il rispetto delle
disposizioni di cui al disciplinare di produzione. Tale indicazione
e' fornita al Ministero dal soggetto richiedente entro la data
fissata per la riunione di pubblico accertamento di cui al successivo
art. 8;
e) relazione storica, corredata di riferimenti bibliografici,
atta a comprovare la produzione per almeno venticinque anni anche se
non continuativi del prodotto in questione, nonche' l'uso
consolidato, nel commercio o nel linguaggio comune, del nome del
quale si richiede la registrazione;
f) relazione socio-economica contenente le seguenti informazioni:
quantita' prodotta con riferimento alle ultime tre annate di
produzione disponibili;
numero imprese coinvolte distinte per singolo segmento della
filiera (attuali e potenziali);
g) relazione tecnica dalla quale si evince in maniera chiara il
legame con il territorio, inteso come nesso di causalita' tra la zona
geografica e la qualita' o le caratteristiche del prodotto (in caso
di DOP) o una qualita' specifica o la reputazione o altra
caratteristica del prodotto (in caso di IGP). La relazione evidenzia
inoltre le ragioni per cui solo all'interno dei confini indicati si
ottengono e si mantengono in un preciso rapporto causale e per
effetto di ben identificati fattori umani e naturali la qualita' o le
caratteristiche del prodotto associato alla denominazione oggetto di
domanda di registrazione. Dalla relazione tecnica risulta altresi'
che il prodotto per il quale si richiede la registrazione presenta
almeno una caratteristica qualitativa che lo differenzia dallo
standard qualitativo di prodotti della stessa tipologia ottenuti
fuori dalla zona di produzione. I contenuti della relazione sono
supportati da evidenze tecnico scientifiche da prodursi a carico del
soggetto richiedente la registrazione;
h) cartografia in scala adeguata a consentire l'individuazione
precisa della zona di produzione e dei suoi confini, ove non ci si
riferisce a confini amministrativi;
i) documento unico contenente gli elementi seguenti:
la denominazione, la descrizione del prodotto, incluse
eventualmente le norme specifiche per il confezionamento e
l'etichettatura piu' stringenti rispetto alla normativa comunitaria,
una descrizione concisa della delimitazione della zona geografica;
la descrizione del legame del prodotto con l'ambiente
geografico o con l'origine geografica, inclusi, eventualmente, gli
elementi specifici della descrizione del prodotto o del metodo di
ottenimento che giustifica il legame.
4. L'istanza puo' contenere un marchio gia' registrato e proposto
come logo della denominazione da inserire nel disciplinare di
produzione a condizione dell'esplicita rinuncia scritta a titolo
gratuito del suo titolare, a far data dalla registrazione della
DOP/IGP interessata.
5. La decisione in merito a termini generici, a termini in
conflitto con il nome di una varieta' vegetale o di una razza animale
che possano indurre in errore il consumatore quanto alla vera origine
del prodotto, termini in tutto o in parte omonimi di una
denominazione gia' iscritta nel registro, nomi omonimi che inducano
erroneamente il consumatore a pensare che i prodotti siano originari
di un altro territorio, termini che sono tali da indurre in errore il
consumatore quanto alla vera identita' del prodotto e' competenza del
Ministero e della/e Regione/i nel cui territorio ricade la produzione
oggetto di richiesta di registrazione.

Art. 7

Valutazione delle domande di registrazione

1. Entro 60 giorni dalla data di ricezione della domanda di
registrazione di una DOP o di una IGP la/le Regione/i nel cui
territorio ricade la produzione oggetto della domanda di
registrazione richiede al Ministero una riunione per l'esame delle
problematiche legate all'istanza presentata.
2. A seguito della riunione di cui al comma precedente, o in caso
di mancata richiesta della riunione nel termine di cui al precedente
comma, la/le Regione/i trasmette/ono al Ministero il proprio parere
entro 90 (novanta) giorni dalla data di trasmissione della domanda di
registrazione da parte del soggetto richiedente ed il Ministero,
ricevuto tale parere procede alla valutazione della richiesta di
registrazione di una DOP o di una IGP.
3. In caso di mancata ricezione del parere di cui al precedente
comma 2, il Ministero informa tramite e-mail o fax la/le Regione/i
interessatale che procedera' alla valutazione della domanda di
registrazione ai sensi dei seguenti commi anche in assenza di parere,
qualora lo stesso non pervenga al Ministero entro 30 giorni dalla
data della comunicazione.
4. La domanda di registrazione e' valutata dal Ministero entro 90
(novanta) giorni decorrenti dal ricevimento del parere regionale o
dalla scadenza del termine previsto per il parere regionale.
5. Ai fini della valutazione della domanda di registrazione il
Ministero accerta:
a) la legittimazione del soggetto richiedente;
b) la completezza della documentazione come individuata dal
presente decreto nonche' la rispondenza ai requisiti ed alle
condizioni previste dal Regolamento (UE) n. 1151/2012 e dal presente
decreto;
c) la rispondenza del disciplinare all'art. 3 al presente decreto;
d) che la denominazione proposta per la registrazione non rientri
in uno dei casi di cui all'art. 6, comma 5;
e) che l'eventuale marchio proposto come logo della denominazione
sia coerente con la normativa vigente.
6. Eventuali osservazioni e/o rilievi derivanti dall'analisi della
domanda di registrazione presentata sono comunicati al soggetto
richiedente e alla/e Regione/i interessata/e.
7. Il soggetto richiedente fornisce al Ministero e alla/e Regione/i
interessata/e adeguati elementi di risposta entro 60 giorni dal
ricevimento della comunicazione di cui al precedente comma 6. In caso
di mancata risposta ovvero in caso di mancata rimozione delle cause
sulle quali si fondano i rilievi di cui al precedente comma 6 nel
termine previsto il Ministero comunica con apposito atto al soggetto
richiedente ed alla/e Regione/i interessata/e la chiusura del
procedimento amministrativo concernente la domanda di registrazione.
8. In caso di valutazione positiva della domanda di registrazione,
il Ministero trasmette alla/e Regione/i interessata/e ed al soggetto
richiedente il disciplinare di produzione nella stesura finale.

Art. 8

Riunione di pubblico accertamento

1. A seguito della valutazione positiva della domanda di
registrazione di cui al precedente art. 7, il Ministero convoca,
d'intesa con la/le Regione/i interessata/e, la riunione di pubblico
accertamento alla quale partecipano almeno due funzionari del
Ministero, la/le Regione/i interessata/e ed il soggetto richiedente
il quale e' tenuto ad invitare a partecipare alla riunione i comuni,
le organizzazioni professionali e di categoria, i produttori e gli
operatori economici interessati.
2. Scopo della riunione di pubblico accertamento e' permettere al
Ministero di verificare la rispondenza della disciplina proposta ai
metodi leali e costanti previsti dal regolamento UE 1151/2012.
3. Il soggetto richiedente assicura con evidenze oggettive, fornite
preliminarmente alla riunione di pubblico accertamento, la massima
divulgazione dell'evento anche mediante la diramazione di avvisi,
l'affissione di manifesti o altri mezzi equivalenti. Le modalita' e
l'ampiezza della divulgazione sono tali da investire tutto il
territorio all'interno del quale ricade la produzione oggetto di
domanda di registrazione. Il soggetto richiedente predispone un
foglio firme e rende disponibile ai partecipanti alla riunione di
pubblico accertamento copia del disciplinare oggetto della
discussione che e' pubblicato a cura del Ministero, almeno una
settimana prima della data fissata per la riunione, sul sito del
Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali.
4. E' compito dei funzionari del Ministero accertare la regolare
convocazione della riunione e dare lettura del disciplinare di
produzione, acquisendo le eventuali osservazioni ritenute recepibili
in tale sede, nonche' procedere alla verbalizzazione della riunione.
I rappresentanti del Ministero informano i presenti che il
disciplinare di produzione, ad esito della riunione di pubblico
accertamento, e' pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica
italiana per consentire lo svolgimento della eventuale procedura
nazionale di opposizione.
5. Il disciplinare di produzione, nella versione concordata in sede
di riunione di pubblico accertamento, e' trasmesso dal Ministero al
soggetto richiedente che lo approva con apposita lettera e lo
restituisce firmato al Ministero e alla/e Regione/i, unitamente alla
lettera di approvazione, entro dieci giorni dalla trasmissione da
parte del Ministero per consentire la pubblicazione di cui al
precedente comma 4.

Art. 9

Motivi di opposizione

1. Entro 30 giorni dal ricevimento del disciplinare di produzione,
come approvato ai sensi del precedente art. 8, comma 5, il Ministero
provvede alla pubblicazione dello stesso nella Gazzetta Ufficiale
della Repubblica italiana affinche' ogni persona fisica o giuridica
avente un interesse legittimo e residente sul territorio nazionale
possa fare opposizione alla domanda di registrazione.
2. Il soggetto che intende presentare opposizione fa pervenire al
Ministero l'opposizione entro e non oltre 30 giorni dalla data di
pubblicazione del disciplinare di produzione nella Gazzetta Ufficiale
della Repubblica italiana, a pena di irricevibilita'.
3. L'opposizione e' ricevibile solo se perviene al Ministero nei
tempi di cui al precedente comma 2 e se con adeguata documentazione:
a) dimostra la mancata osservanza delle condizioni di cui all'art.
5 e all'art. 7, paragrafo 1 del Regolamento (UE) n. 1151/2012;
b) dimostra che la registrazione del nome proposto e' contraria
all'art. 6, paragrafo 2, 3 o 4 del Regolamento (UE) n. 1151/2012;
c) dimostra che la registrazione del nome proposto danneggia
l'esistenza di un nome omonimo o parzialmente omonimo o di un
marchio, oppure l'esistenza di prodotti che si trovano legalmente sul
mercato da almeno cinque anni prima della data di pubblicazione di
cui all'art. 50, paragrafo 2, lettera a) del Regolamento (UE) n.
1151/2012;
d) fornisce elementi sulla cui base si puo' concludere che il nome
di cui si chiede la registrazione e' un termine generico.

Art. 10

Decisione sulla registrazione

1. Il Ministero, trascorsi 30 giorni dalla pubblicazione del
disciplinare nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana senza
che siano pervenute opposizioni ricevibili adotta una decisione
favorevole sulla registrazione, informando con apposito provvedimento
il soggetto richiedente e la/le Regione/i interessata/e, e pubblica
sul sito internet del Ministero il disciplinare oggetto di domanda di
registrazione e presenta alla Commissione un fascicolo di domanda di
cui al successivo art. 11.
2. In caso di opposizione, il Ministero entro 45 giorni dal
ricevimento della stessa ne valuta la ricevibilita' e, nel caso in
cui sia ricevibile ai sensi dell'art. 9, comma 3, trasmette
l'opposizione al soggetto richiedente ed alla/e Regione/i nel cui
territorio ricade la produzione. Il soggetto richiedente predispone
le controdeduzioni e le invia entro 30 giorni dalla data in cui ha
ricevuto la documentazione relativa all'opposizione al Ministero e
alla/e Regione/i interessata/e.
3. Il Ministero valuta le controdeduzioni presentate dal soggetto
richiedente entro 30 giorni dal ricevimento delle stesse.
4. Nel caso in cui il Ministero ritiene che le controdeduzioni
presentate dal soggetto richiedente siano idonee a superare i motivi
di opposizione ne da' comunicazione al soggetto richiedente, al
soggetto che ha presentato opposizione ed alla/e Regione/i
interessata/e, adotta una decisione favorevole sulla registrazione e
presenta alla Commissione un fascicolo di domanda di cui al
successivo art. 11.
5. Se il Ministero ritiene che le controdeduzioni presentate dal
soggetto richiedente non sono idonee a superare i motivi di
opposizione convoca una riunione con il soggetto richiedente, la/e
Regione/i interessata/e ed il soggetto che ha presentato
l'opposizione, ad esito della quale il Ministero, d'accordo con la/e
Regione/i interessata/e, prende una decisione sulla registrazione
entro 60 giorni dalla data della riunione. In caso di decisione
favorevole sulla registrazione, aggiorna sul sito internet del
Ministero il disciplinare oggetto di richiesta di registrazione se
ulteriormente modificato e presenta contestualmente alla Commissione
un fascicolo di domanda di cui al successivo art. 11. In caso di
decisione negativa sulla registrazione rigetta la domanda di
registrazione.
6. La mancata risposta da parte del soggetto richiedente nei
termini di cui al precedente comma 2 comporta l'archiviazione della
domanda di registrazione.

Art. 11

Fascicolo di domanda e procedura comunitaria

1. Il fascicolo di domanda predisposto dal Ministero e trasmesso
alla Commissione europea comprende:
a) il nome, l'indirizzo e i recapiti del soggetto richiedente;
b) un documento unico contenente:
i) gli elementi principali del disciplinare: il nome, una
descrizione del prodotto, incluse, se del caso, le norme specifiche
applicabili al confezionamento e all'etichettatura e una descrizione
concisa della delimitazione della zona geografica;
ii) la descrizione del legame del prodotto con l'ambiente
geografico o con l'origine geografica inclusi, se del caso, gli
elementi specifici della descrizione del prodotto o del metodo di
produzione che giustifica il legame.
c) la dichiarazione del Ministero in cui si afferma che la
domanda presentata dal soggetto richiedente e che beneficia della
decisione favorevole soddisfa le condizioni del Regolamento (UE) n.
1151/2012 e le disposizioni adottate a norma del medesimo.
d) il riferimento della pubblicazione del disciplinare.
2. Il Ministero trasmette inoltre alla Commissione, unitamente al
fascicolo di domanda, le informazioni relative alle opposizioni
ricevibili presentate da una persona fisica o giuridica che abbia
commercializzato legalmente i prodotti di cui trattasi, utilizzando
in modo continuativo tali nomi almeno per i cinque anni che precedono
la data della pubblicazione del disciplinare di produzione sul sito
del Ministero.
3. Nel corso della procedura a livello comunitario eventuali
osservazioni e rilievi espressi dalla Commissione in merito alla
domanda di registrazione vengono comunicati al soggetto richiedente
al fine di acquisire gli elementi necessari alla soluzione delle
problematiche evidenziate. La medesima comunicazione viene trasmessa
alla/le Regione/i interessata/e.
4. La domanda di registrazione puo' essere ritirata dal Ministero,
su richiesta del soggetto richiedente e acquisito il parere
favorevole della Regione.

Art. 12

Protezione nazionale transitoria

1. A decorrere dalla data di presentazione della domanda di
registrazione alla Commissione il Ministero puo' concedere ad un nome
una protezione nazionale transitoria su richiesta del soggetto
richiedente.
2. Il Ministero, valuta la richiesta e, se del caso, accorda con
decreto la protezione nazionale transitoria che entra in vigore solo
successivamente all'emanazione del decreto di autorizzazione
dell'organismo di controllo incaricato della verifica del rispetto
del disciplinare di produzione.
3. A decorrere dalla data di entrata in vigore del decreto di
concessione della protezione nazionale transitoria il nome oggetto di
protezione puo' essere utilizzato solo da operatori assoggettati al
sistema di controllo.
4. I prodotti in protezione nazionale transitoria sono etichettati
esclusivamente con la denominazione oggetto di protezione seguita
dalla dicitura "in protezione nazionale transitoria". E' vietato
l'utilizzo dei simboli comunitari e/o delle diciture denominazione di
origine protetta/indicazione geografica protetta e delle relative
abbreviazioni DOP/IGP.
5. La protezione nazionale transitoria ha efficacia solo a livello
nazionale e non incide in alcun modo sugli scambi intraunionali o
internazionali.
6. La protezione nazionale transitoria decade a decorrere dalla
data in cui e' adottata una decisione di registrazione a norma del
Regolamento (UE) n. 1151/2012 oppure dalla data in cui la domanda di
registrazione e' ritirata.
7. La protezione nazionale transitoria non e' concessa nelle
ipotesi di modifica di un disciplinare di produzione.

Art. 13

Modifica di un disciplinare

1. La modifica di un disciplinare puo' essere richiesta dal
consorzio di tutela incaricato dal Ministero o in sua assenza da
soggetti immessi nel sistema di controllo della denominazione per la
quale si chiede la modifica del disciplinare che rappresentino almeno
il 51% della produzione controllata dell'ultimo anno solare/campagna
produttiva nonche' una percentuale pari almeno al 30% delle imprese
inserite nel sistema di controllo. In caso di assenza di produzione,
la modifica e' richiesta dai 2/3 dei produttori iscritti
all'organismo di controllo. La domanda descrive le modifiche che ne
costituiscono l'oggetto e le relative motivazioni.
2. Le percentuali di cui al precedente comma 1 sono verificate
rispetto alla categoria dei «produttori e utilizzatori», cosi' come
individuata dall'art. 4 del decreto ministeriale 12 aprile 2000 e
successive modifiche integrazioni, recante disposizioni generali
relative ai requisiti di rappresentativita' dei Consorzi di tutela
delle DOP e IGP.
3. Alla domanda di modifica si applica mutatis mutandis la
procedura stabilita dagli articoli 6, 7, 9, 10 e 11. Si applica
altresi' l'art. 8 nel caso in cui la modifica richiesta riguardi una
variazione della zona delimitata dal disciplinare di produzione
vigente o nel caso in cui, in assenza di Consorzio di tutela
incaricato, la modifica sia stata richiesta dal soggetto di cui al
precedente comma 1.
4. Una modifica e' considerata minore, quando:
a) non si riferisce alle caratteristiche essenziali del prodotto;
b) non altera il legame di cui alla lettera f), punto i) o punto
ii), dell'art. 3;
c) non include una modifica del nome, o di una parte del nome, del
prodotto,
d) non riguarda la zona geografica delimitata;
e) non rappresenta un aumento delle restrizioni relative alla
commercializzazione del prodotto o delle sue materie prime.
5. Alle modifiche minori si applica la procedura indicata dagli
articoli 6, 7, 9 e 10 del presente decreto e il Ministero, concluso
l'iter nazionale, informa la Commissione per l'approvazione o il
rigetto della modifica, secondo quanto previsto dall'art. 53,
paragrafo 2 del Regolamento n. 1151/2012.

Art. 14

Cancellazione

1. Il Ministero, di concerto con la/le Regione/i interessata/e, di
propria iniziativa in quanto portatore di interesse legittimo ovvero
su richiesta di qualsiasi persona fisica o giuridica avente un
interesse legittimo, puo' avanzare richiesta di cancellazione di una
DOP o di una IGP alla Commissione europea nei casi seguenti:
a) qualora non sia piu' garantito il rispetto delle condizioni
stabilite dal disciplinare;
b) qualora non sia stato immesso in commercio per almeno sette anni
alcun prodotto che benefici di tale DOP o IGP,
2. I produttori del prodotto commercializzato sotto il nome
registrato possono richiede e alla Commissione la cancellazione della
registrazione, acquisito il parere del Ministero e della Regione.

Art. 15

Periodo transitorio

1. Al fine di superare difficolta' temporanee e raggiungere
l'obiettivo a lungo termine dell'osservanza del disciplinare da parte
di tutti i produttori della zona interessata, il Ministero puo'
stabilire un periodo transitorio massimo di dieci anni per l'utilizzo
del nome oggetto di registrazione per il prodotto ottenuto non in
conformita' del disciplinare, con efficacia a decorrere dalla data di
presentazione del fascicolo di domanda alla Commissione.
2. Il perfido transitorio e' richiesto dagli operatori interessati
i quali dimostrano di aver commercializzato legalmente i prodotti di
cui trattasi, utilizzando in modo continuativo il nome oggetto di
richiesta di registrazione almeno per i cinque anni che precedono la
presentazione della domanda al Ministero e che dimostrino di aver
fatto opposizione ai sensi del precedente art. 9.
3. Il periodo transitorio e' indicato nel fascicolo di domanda e,
pertanto, la richiesta degli operatori interessati e' avanzata entro
e non oltre 30 giorni dalla pubblicazione del disciplinare sul sito
istituzionale del Ministero.

Art. 16

Protezione ex officio

1. Le denominazione di origine e le indicazione geografiche,
prodotte o commercializzate sul territorio dell'Unione, sono protette
ex officio da ciascuno Stato membro contro ogni forma di illecito
utilizzo o di pratica ingannevole cosi' come previsto dall'art. 13,
paragrafo 1, del Regolamento (UE) n. 1151/2012.
2. L'Ispettorato centrale della tutela della qualita' e repressione
delle frodi dei prodotti agroalimentari (ICQRF), che opera in
conformita' con le disposizioni contenute nel regolamento (CE) n.
882/2004, e' l'autorita' incaricata ai sensi dell'art. 13, paragrafo
3 del Regolamento (UE) n. 1151/2012 di adottare le misure per
prevenire o far cessare l'uso illegale delle denominazioni di origine
protette e delle indicazioni geografiche protette prodotte o
commercializzate in Italia.
3. Fermo restando l'obbligo degli Stati membri di adottare le
misure di cui all'art. 13, paragrafo 3, del Regolamento (UE)
1151/2012, l'ICQRF assicura, se del caso, la comunicazione tra
autorita' incaricate degli altri Stati membri per far cessare l'uso
illegale di denominazioni di origine protette e di indicazioni
geografiche protette italiane sul territorio dell'Unione europea.

Titolo III

SPECIALITA' TRADIZIONALI GARANTITE

Art. 17

Criteri

1. Un nome e' registrato come specialita' tradizionale garantita se
lo stesso e' stato utilizzato tradizionalmente in riferimento al
prodotto specifico, ovvero se designa il carattere tradizionale o la
specificita' del prodotto.
2. Ai fini del la registrazione come specialita' tradizionale
garantita si intende per «tradizionale» l'uso sul mercato nazionale
attestato da un periodo di tempo di almeno 30 anni;
3. Non puo' essere registrato un nome che faccia riferimento
unicamente ad affermazioni di carattere generale, utilizzate per un
insieme di prodotti, ovvero ad affermazioni previste da una
particolare normativa dell'Unione.
4. Se nella procedura di opposizione a livello comunitario ai sensi
dell'art. 51 del Reg. (UE) n. 1151/2012 viene dimostrato che il nome
e' usato anche in un altro Stato membro o in un Paese terzo, al fine
di distinguere i prodotti comparabili o i prodotti che condividono un
nome identico o analogo, la decisione di registrazione puo' prevedere
che il nome della Specialita' Tradizionale Garantita sia accompagnato
dall'affermazione «fatto secondo la tradizione di» immediatamente
seguito dal nome di un paese o di una sua regione.

Art. 18

Disciplinare di produzione

1. Per beneficiare di una Specialita' Tradizionale Garantita (STG),
un prodotto e' conforme a un disciplinare che comprende almeno gli
elementi seguenti:
a) il nome di cui e' proposta la registrazione, utilizzato per
descrivere il prodotto specifico;
b) la descrizione del prodotto, comprese le principali
caratteristiche fisiche, chimiche, microbiologiche e/o
organolettiche, a dimostrazione della specificita' del prodotto;
c) la descrizione del metodo di produzione che i produttori devono
rispettare compresi, se del caso, la natura e le caratteristiche
delle materie prime o degli ingredienti utilizzati e il metodo di
elaborazione del prodotto;
d) gli elementi fondamentali che attestano il carattere
tradizionale del prodotto;
e) qualsiasi regola specifica per l'etichettatura del prodotto e
l'eventuale logo della STG.

Art. 19

Soggetti legittimati

1. Soggetto legittimato a presentare domanda di registrazione di
una STG ai sensi del Regolamento (UE) n. 1151/2012 e' il gruppo
formato principalmente da produttori e/o trasformatori che opera con
il prodotto per il quale e' richiesta la registrazione.
2. Il gruppo di cui al comma 1:
a) e' costituito ai sensi di legge;
b) ha tra gli scopi sociali la registrazione del prodotto per il
quale viene presentata la domanda, o ha assunto in assemblea la
delibera di presentare richiesta per la registrazione della
denominazione oggetto di domanda;
c) contiene nell'atto costitutivo o nello statuto, fermo restando
lo scopo sociale, la previsione che l'associazione non puo' essere
sciolta prima del raggiungimento dello scopo per il quale e' stata
costituita.
3. Una singola persona fisica o giuridica puo' presentare domanda
di registrazione per una STG qualora sia dimostrato a cura del
richiedente che e' il solo produttore e/o trasformatore che desidera
presentare la domanda.

Art. 20

Pluralita' di richieste per un'unica STG

1. Nel caso in cui siano presentate piu' domande di riconoscimento
come STG per il medesimo prodotto o per prodotti assimilabili, il
Ministero individua il soggetto che dimostri l'uso comprovato del
metodo di produzione nel territorio nazionale per il maggior numero
di anni.

Art. 21

Domanda di registrazione

1. La domanda per ottenere la registrazione di una STG e' avanzata
dai soggetti legittimati di cui al precedente art. 19 al Ministero
delle politiche agricole alimentari e forestali - Direzione generale
per la promozione della qualita' agroalimentare.
2. La domanda di cui al comma 1 e' presentata a mezzi PEC o in
formato cartaceo in regola con le norme sul bollo di cui al decreto
del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 642 recante
disciplina dell'imposta di bollo e successive modifiche e
integrazioni ed e' firmata dal legale rappresentante. La domanda
contiene inoltre l'indirizzo di posta certificata del soggetto
richiedente.
3. L'istanza e' accompagnata dai seguenti allegati:
a) atto costitutivo dell'associazione;
b) delibera assembleare dalla quale risulti la volonta' dei
produttori di presentare domanda per la registrazione della STG,
qualora tale previsione non sia contenuta nell'atto costitutivo o
nello statuto;
c) disciplinare di produzione di cui all'art. 18;
d) relazione storica, corredata di riferimenti bibliografici, atta
a comprovare che il prodotto e' ottenuto con un metodo di produzione,
trasformazione o una composizione che corrispondono a una pratica
tradizionale per tale prodotto o alimento ovvero ottenuto da materie
prime o ingredienti utilizzati tradizionalmente nonche' l'uso
consolidato, nel commercio o nel linguaggio comune, della
denominazione della quale si richiede la registrazione;
e) relazione socio-economica contenente le seguenti informazioni:
quantita' prodotta con riferimento all'ultima annata di
produzione disponibile;
numero aziende coinvolte distinte per singolo segmento della
filiera (attuali e potenziali);
I contenuti della documentazione inviata ai sensi delle precedenti
lettere d) ed e) sono supportati da evidenze tecnico-scientifiche o
di altra natura da prodursi a carico del soggetto richiedente la
registrazione.
4. L'istanza puo' inoltre contenere un marchio gia' registrato e
proposto come logo della STG da inserire nel disciplinare di
produzione a condizione dell'esplicita rinuncia scritta a titolo
gratuito dei suo titolare, a far data dal riconoscimento della STG
interessata.

Art. 22

Valutazione delle domande di registrazione

1. Il Ministero, ricevuta una domanda di registrazione per una STG
informa a mezzo e-mail tutte le Regioni. Le Regioni interessate a
partecipare alla valutazione della domanda di registrazione lo
comunicano a mezzo e-mail al Ministero entro 30 giorni.
2. In presenza di Regioni interessate alla valutazione dell'istanza
di una STG, entro 60 giorni dalla data di ricezione della domanda di
registrazione la/le Regione/i interessata/e richiede/ono al Ministero
una riunione per l'esame delle problematiche legate all'istanza
presentata.
3. A seguito della riunione di cui al comma precedente, o in caso
di mancata richiesta della riunione nel termine di cui al precedente
comma, la/le Regione/i trasmette/ono al Ministero il proprio, parere
entro 90 giorni dalla data di trasmissione della domanda di
registrazione ed il Ministero, ricevuto tale parere procede alla
valutazione della richiesta di registrazione.
4. In caso di mancata ricezione del parere di cui al precedente
comma 3, il Ministero informa tramite e-mail o fax la/le Regione/i
interessata/e che procedera' alla valutazione della domanda di
registrazione ai sensi dei seguenti commi anche in assenza di parere,
qualora lo stesso non pervenga al Ministero entro 30 giorni dalla
data della comunicazione.
5. La domanda di registrazione e' valutata dal Ministero entro
novanta giorni decorrenti dal ricevimento del parere regionale o
dalla scadenza del termine previsto per il parere regionale.
6. Ai fini della valutazione della domanda di registrazione il
Ministero accerta:
a) la legittimazione del soggetto richiedente;
b) la completezza della documentazione come individuata dal
presente decreto nonche' la rispondenza ai requisiti ed alle
condizioni previste dal Regolamento (UE) n. 1151/2012 e dal presente
decreto;
c) la rispondenza del disciplinare alle previsioni di cui al
presente decreto;
d) che la denominazione proposta per la registrazione non rientri
in uno dei casi di cui all'art. 17 comma 3;
e) che l'eventuale marchio proposto come logo della denominazione
sia coerente con la normativa vigente.
7. Eventuali osservazioni e/o rilievi derivanti dall'analisi
dell'istanza presentata sono comunicati al soggetto richiedente e, se
presente/i, alla/e Regione/i interessata/e.
8. Il soggetto richiedente fornisce al Ministero e alla/e Regione/i
interessata/e se presente, adeguati elementi di risposta entro 60
giorni dal ricevimento della comunicazione di cui al precedente comma
7. In caso di mancata risposta ovvero in caso di mancata rimozione
delle cause sulle quali si fondano i rilievi di cui al precedente
comma 7 nel termine previsto il Ministero comunica con apposito atto
al soggetto richiedente ed alla/e Regione/i interessata/e, se
presente, a chiusura del procedimento amministrativo concernente la
domanda di registrazione.
9. In caso di valutazione positiva dell'istanza di riconoscimento,
il Ministero trasmette alla/e Regione/i interessata/e se presente ed
al soggetto richiedente il disciplinare di produzione nella stesura
finale.

Art. 23

Riunione di pubblico accertamento

1. A seguito della valutazione positiva della domanda di
registrazione di cui al precedente art. 22, il Ministero convoca la
riunione di pubblico accertamento alla quale partecipano almeno due
funzionari del Ministero, la/le Regione/i interessata/e se presente,
ed il soggetto richiedente il quale invita a partecipare a tale
riunione i comuni, le organizzazioni professionali e di categoria ed
i produttori e gli operatori economici interessati. Il Ministero
invita inoltre a partecipare alla riunione di pubblico accertamento
tutte le Regioni italiane.
2. Il soggetto richiedente assicura con evidenze oggettive, fornite
preliminarmente alla riunione di pubblico accertamento, la massima
divulgazione dell'evento anche mediante la diramazione di avvisi,
l'affissione di manifesti o altri mezzi equivalenti e predispone un
foglio firme e rende disponibile ai partecipanti alla riunione di
pubblico accertamento copia del disciplinare oggetto della
discussione che e' pubblicato a cura del Ministero, almeno una
settimana prima della data fissata per la riunione, sul sito del
Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali.
3. E' compito dei funzionari del Ministero accertare la regolare
convocazione della riunione e dare lettura del disciplinare di
produzione, acquisendo le eventuali osservazioni ritenute recepibili
in tale sede, nonche' procedere alla verbalizzazione della riunione.
I rappresentanti del Ministero informano inoltre i presenti che il
disciplinare di produzione, ad esito della riunione di pubblico
accertamento, e' pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale della Repubblica
italiana per consentire lo svolgimento della eventuale procedura
nazionale di opposizione.
4. Il disciplinare di produzione, nella versione concordata in sede
di riunione di pubblico accertamento, e' trasmesso dal Ministero al
soggetto richiedente che lo approva con apposita lettera e lo
restituisce firmato al Ministero, unitamente alla lettera di
approvazione, entro dieci giorni dalla trasmissione da parte del
Ministero.

Art. 24

Motivi di opposizione

1. Entro 30 giorni dal ricevimento del disciplinare di produzione,
come approvato ai sensi del precedente art. 23, comma 4, il Ministero
provvede alla pubblicazione dello stesso nella Gazzetta Ufficiale
della Repubblica italiana affinche' ogni persona fisica o giuridica
avente un interesse legittimo e stabilita o residente sul territorio
nazionale possa fare opposizione alla domanda di registrazione.
2. Il soggetto che intende presentare opposizione fa pervenire al
Ministero l'opposizione entro e non oltre 30 giorni dalla data di
pubblicazione del disciplinare di produzione nella Gazzetta Ufficiale
della Repubblica italiana, a pena di irricevibilita'.
3. L'opposizione e' ricevibile solo se perviene al Ministero nei
tempi di cui al precedente comma 2 e se dimostra con adeguata
documentazione :
a) l'incompatibilita' della registrazione proposta con le
disposizioni del Regolamento (UE) n. 1151/2012;
b) che il nome proposto per la registrazione e' utilizzato
legittimamente, notoriamente, e in modo economicamente significativo
per i prodotti agricoli o alimentari analoghi con riferimento al
territorio italiano.

Art. 25

Decisione sulla registrazione

1. Il Ministero, trascorsi 30 giorni dalla pubblicazione del
disciplinare nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana senza
che siano pervenute opposizioni ricevibili adotta una decisione
favorevole sulla registrazione, informando con apposito provvedimento
il soggetto richiedente e tutte le regioni, pubblica sul sito
internet del Ministero il disciplinare oggetto di domanda di
registrazione e presenta alla Commissione un fascicolo di domanda di
cui al successivo art. 26.
2. In caso di opposizione, il Ministero entro 45 giorni dal
ricevimento della stessa ne valuta la ricevibilita' e, nel caso in
cui sia ricevibile ai sensi dell'art. 24, comma 3, trasmette
l'opposizione al soggetto richiedente ed alla/e Regione/i
interessata/e se presente. Il soggetto richiedente predispone le
controdeduzioni e le invia al Ministero e alla/e Regione/i
interessata/e se presente, entro 30 giorni dalla data in cui ha
ricevuto la documentazione relativa all'opposizione.
3. Il Ministero valuta le controdeduzioni presentate dal soggetto
richiedente entro 30 giorni dal ricevimento delle stesse.
4. Nel caso in cui il Ministero ritiene che le controdeduzioni
presentate dal soggetto richiedente sono idonee a superare i motivi
di opposizione, ne da' comunicazione al soggetto richiedente, al
soggetto che ha presentato opposizione ed alla/e Regione/i
interessata/e se presente, adotta una decisione favorevole sulla
registrazione e presenta alla Commissione un fascicolo di domanda di
cui al successivo art. 26.
5. Se il Ministero ritiene che le controdeduzioni presentate dal
soggetto richiedente non sono idonee a superare i motivi di
opposizione convoca una riunione con il soggetto richiedente, la/e
Regione/i interessata/e se presente ed il soggetto che ha presentato
l'opposizione, ad esito della quale il Ministero, d'accordo con la/e
Regione/i interessata/e se presente, prende una decisione sulla
registrazione. In caso di decisione favorevole sulla registrazione
entro 60 giorni dalla data della riunione. In caso di decisione
favorevole sulla registrazione pubblica sul sito Internet del
Ministero il disciplinare oggetto di richiesta di registrazione e
contestualmente presenta alla Commissione un fascicolo di domanda di
cui al successivo art. 26. In caso di decisione negativa rigetta la
domanda di registrazione.
6. La mancata risposta da parte del soggetto richiedente nei
termini di cui al precedente comma 2 comporta l'archiviazione della
domanda di registrazione.
7. Il Ministero, trascorsi i 30 giorni dalla pubblicazione nella
Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana senza che siano
pervenute opposizioni, adotta una decisione favorevole sulla
registrazione e presenta alla Commissione un fascicolo di domanda di
cui al successivo art. 26.

Art. 26

Fascicolo di domanda e procedura comunitaria

1. Il fascicolo di domanda predisposto dal Ministero e trasmesso
alla Commissione europea comprende:
a) il nome, l'indirizzo e i recapiti del soggetto richiedente;
b) il disciplinare di produzione;
c) la dichiarazione del Ministero in cui si afferma che la domanda
presentata dal soggetto richiedente e che beneficia della decisione
favorevole soddisfa le condizioni del Regolamento (UE) n. 1151/201 e
le disposizioni adottate a norma del medesimo.
2. Il Ministero trasmette inoltre alla commissione, unitamente al
fascicolo di domanda, le informazioni relative alle opposizioni
ricevibili presentate da una persona fisica o giuridica che abbia
commercializzato legalmente i prodotti di cui trattasi, utilizzando
in modo continuativo tali nomi almeno per i cinque anni che precedono
la data della pubblicazione del disciplinare di produzione sul sito
del Ministero.
3. Nel corso della procedura a livello comunitario, se pervengono
osservazioni in merito alla domanda di registrazione, il Ministero
invia comunicazione al soggetto richiedente ai fini della soluzione
delle problematiche evidenziate.
4. La richiesta di registrazione puo' essere ritirata dal Ministero
su richiesta del soggetto richiedente e acquisito il parere
favorevole della/e Regione/i se presente/i.

Art. 27

Modifica di un disciplinare

1. Il consorzio di tutela incaricato dal Ministero o, in sua
assenza, o in sua assenza da soggetti immessi nel sistema di
controllo italiano della STG per la quale si chiede la modifica del
disciplinare che rappresentino almeno il 51% della produzione
italiana controllata dell'ultimo anno solare/campagna produttiva
nonche' una percentuale pari almeno al 30% delle imprese inserite nel
sistema di controllo italiano. In caso di assenza di produzione, la
modifica e' richiesta dai 2/3 dei produttori iscritti all'organismo
di controllo italiano. La domanda descrive le modifiche che ne
costituiscono l'oggetto e le relative motivazioni.
2. Alla domanda di modifica si applica mutatis mutandis la
procedura stabilita dagli articoli 21, 22, e 24. La procedura di cui
all'art. 23 si applica solo nel caso di assenza di Consorzio di
tutela incaricato e la modifica sia stata richiesta dal soggetto di
cui al precedente comma 1.
3. Affinche' una modifica sia considerata minore, essa:
a) non si riferisce alle caratteristiche essenziali del prodotto;
b) non introduce modifiche sostanziali nel metodo di ottenimento.
La valutazione di tale aspetto a livello nazionale e' competenza
esclusiva del Ministero delle politiche agricole alimentari e
forestali;
c) non include una modifica del nome, o di una parte del nome, del
prodotto;

Art. 28

Cancellazione

1. Il Ministero, di propria iniziativa in quanto portatore di
interesse legittimo, ovvero su richiesta di qualsiasi persona fisica
o giuridica avente un interesse legittimo, puo' avanzare richiesta di
cancellazione di una STG alla Commissione nei casi seguenti:
a) qualora non sia piu' garantito il rispetto delle condizioni
stabilite dal disciplinare;
b) qualora non sia stato immesso in commercio per almeno sette anni
alcun prodotto che benefici di tale STG.
2. I produttori del prodotto commercializzato sotto il nome
registrato possono richiedere alla Commissione la cancellazione della
registrazione, previa comunicazione al Ministero.

Art. 29

Disposizioni transitorie

1. I nomi registrati secondo le prescrizioni dell'art. 13,
paragrafo 1, del Regolamento (CE) n. 509/2006, compresi quelli
registrati in base alle domande di cui all'art. 58, paragrafo 1,
secondo comma, del Regolamento (UE) n. 1151/2012, possono continuare
a essere utilizzati alle condizioni stabilite dal Regolamento (CE) n.
509/2006 fino al 4 gennaio 2023, a meno che il gruppo non attivi la
procedura semplificata di cui al successivo art. 30 e ottenga la
registrazione del nome.

Art. 30

Procedura semplificata

1. Entro il 31 gennaio 2014, il gruppo che opera con il prodotto il
cui nome e' registrato ai sensi dell'art. 13, paragrafo I del
Regolamento (CE) n. 509/2006 puo' avanzare al Ministero richiesta di
registrazione del nome della STG ai sensi del Regolamento (UE) n.
1151/2012.
2. Entro 30 giorni dal ricevimento della richiesta di registrazione
del nome, il Ministero provvede alla pubblicazione della stessa nella
Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana affinche' ogni persona
fisica o giuridica avente un interesse legittimo e stabilita o
residente sul territorio nazionale possa fare opposizione.
3. Il soggetto che intende fare opposizione la trasmette al
Ministero entro 30 giorni dalla data di pubblicazione della domanda
di registrazione del nome nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica
italiana.
4. L'opposizione e' ricevibile solo se perviene al Ministero nei
tempi di cui al precedente comma 3 e se dimostra che il nome per il
quale e' richiesta la registrazione e' usato anche in riferimento a
prodotti comparabili o a prodotti che condividono un nome identico o
analogo.
5. Il Ministero, se ritiene l'opposizione ricevibile, convoca entro
30 giorni le parti interessate per valutare la possibilita' di
modificare il nome proposto per la registrazione o per valutare se
integrarlo con un termine che ne identifica il carattere tradizionale
o la specificita'.
6. In caso di modifica del nome proposto per la registrazione ai
sensi del precedente comma 5, il Ministero provvede nuovamente
pubblicare la richiesta di registrazione del nome secondo i commi 2,
3, 4. Ad esito di tale procedura, a prescindere dall'accordo delle
parti, il Ministero prende una decisione sulla registrazione del
nome.
7. Il Ministero, trascorsi i 30 giorni dalla pubblicazione nella
Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana senza che siano
pervenute opposizioni, adotta una decisione favorevole sulla
registrazione e trasmette alla Commissione la richiesta di
registrazione del nome della STG ai sensi del Regolamento (UE) n.
1151/2012.

Titolo IV

DESIGNAZIONE DELL'AUTORITA' COMPETENTE ALLO SVOLGIMENTO DEI CONTROLLI
UFFICIALI DELLE DOP IGP E STG ABROGAZIONI E NORME FINALI.

Art. 31

Designazione dell'autorita' competente

l. Ferme restando le competenze degli agenti e ufficiali di polizia
giudiziaria, l'autorita' competente allo svolgimento dei controlli
ufficiali intesi a verificare l'adempimento degli obblighi giuridici
connessi ai regimi di qualita' DOP/IGP/STG di cui al Regolamento (UE)
n. 1151/2012 e' il Ministero delle politiche agricole alimentari e
forestali - Dipartimento dell'Ispettorato centrale della tutela della
qualita' e repressione delle frodi dei prodotti agroalimentari.
2. Ai controlli ufficiali intesi a verificare l'adempimento degli
obblighi giuridici connessi ai regimi di qualita' DOP/IGP/STG per
tutti i prodotti contemplati dall'allegato I del Regolamento (UE) n.
1151/2012 si applicano le procedure e le prescrizioni stabilite dal
Regolamento (CE) n. 882/2004.
3. I controlli ufficiali riguardano:
a) la verifica della conformita' di un prodotto al corrispondente
disciplinare;
b) il monitoraggio dell'uso di nomi registrati per designare
prodotti immessi in commercio, in conformita' dell'art. 13 per i nomi
registrati a norma del titolo II del Regolamento (UE) n. 1151/2012 e
in conformita' dell'art. 24 per i nomi registrati a norma del titolo
III del medesimo Regolamento (UE) n. 1151/2012.
4. Per garantire che siano rispettate le prescrizioni del
Regolamento (UE) n. 1151/2012, i controlli ufficiali sono svolti in
base a un'analisi del rischio e in caso di violazione si applicano
tutte le misure necessarie.

Art. 32

Abrogazioni e disposizioni finali

1. Il decreto ministeriale 21 maggio 2007 recante procedura a
livello nazionale per la registrazione delle DOP e IGP ai sensi del
Regolamento (CE) n. 510/2006 e' abrogato.

Art. 33

Entrata in vigore

1. Il presente decreto entra in vigore il giorno successive alla
sua pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana.

Roma, 14 ottobre 2013

Il Ministro: De Girolamo